Nella cultura popolare è molto diffuso il pensiero che il Nuovo Testamento sia stato manomesso e adulterato nei secoli, ma cosa dicono gli studiosi esperti in materia? Cosa dicono veramente i dati che abbiamo?

«Essere scettici sul testo risultante dai libri del Nuovo Testamento significa permettere a tutta l’antichità classica di scivolare nell’oscurità, dato che nessun documento del periodo antico è tanto attestato bibliograficamente quanto il Nuovo Testamento» John Warwick Montgomery, professore all’Università del Wisconsin, può vantare la bellezza di undici lauree in varie discipline, quali filosofia, teologia, legge e biblioteconomia.1

Quantità e qualità dei manoscritti

La storia che conosciamo e che studiamo a scuola è basata su documenti storici infinitamente meno affidabili rispetto al Nuovo Testamento. Ad esempio, il famoso De bello Gallico di Giulio Cesare, conta solamente 10 copie di manoscritti, in cui il più antico risale a circa 900 anni dopo la data di redazione. Il Nuovo Testamento invece, è attestato da più di 24000 manoscritti, di cui circa 5686 in greco, in cui il più antico è collocato solamente una trentina di anni dopo rispetto alla data di redazione. Come si può osservare dalla tabella sottostante2, il confronto con gli altri testi antichi è impressionante.

 

Se mettiamo a confronto su un istogramma il numero di manoscritti dei vari testi, il 643 dell’Iliade (che viene considerata l’opera più affidabile dell’antichità), appare come una nullità in confronto al 24000 del Nuovo Testamento.

 

«A parte il numero, i manoscritti del Nuovo Testamento differiscono da quelli degli autori classici… In nessun altro caso l’intervallo di tempo fra la composizione del libro e la data dei più antichi manoscritti esistenti è così breve come nel caso del Nuovo Testamento.» Sir Frederic G. Kenyon, defunto direttore e bibliotecario del British Museum.3

Ricostruzione testo originale

Il fatto di avere numerosi manoscritti è un grande vantaggio per capire quale fosse veramente il testo originale. In tutti i manoscritti ci sono numerosi errori di copiatura, come parole saltate, parole ripetute, lettere sbagliate e così via. Ma nell’esempio seguente si vede chiaramente come questi errori non rappresentino alcun problema, e che il grande numero di copie esistenti sia una garanzia assoluta su quale fosse il testo originale.

Copia 1: affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia #ita eterna.

Copia 2: affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia v#ta eterna.

Copia 3: affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vi#a eterna.

Copia 4: affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vit# eterna.

Testo originale: affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16

Il grande numero di manoscritti ci permette anche di individuare eventuali manomissioni volontarie, poiché il testo non coinciderebbe con quello di tutte le altre copie. Ad esempio, oggi sappiamo che la parte finale del capitolo 16 del vangelo di Marco non era presente nell’originale, come la storia della donna adultera nel vangelo di Giovanni. Ma questo non influisce assolutamente su alcuna dottrina cristiana, anzi è prova che ad oggi siamo in grado di sapere quale fosse il testo originale con una precisione altissima.

Citazioni dei Padri della Chiesa

Supponendo che tutti i manoscritti del Nuovo Testamento vengano bruciati o perduti, sarebbe comunque possibile ricostruirlo per intero dalle citazioni dei Padri della Chiesa.4

Conclusione

Queste sono alcune delle evidenze che hanno convinto la grande maggioranza degli studiosi, storici e critici testuali a considerare il Nuovo Testamento come il testo antico più affidabile tra tutti. Non stiamo parlando solo di studiosi cristiani, ma anche di accademici atei, agnostici ed ebrei. Ad esempio Bart Ehrman, ateo, uno dei leader mondiali della critica della Bibbia, ripete spesso nei suoi libri, video e dibattiti che il Nuovo Testamento è il testo antico più affidabile e che gli errori presenti nei manoscritti greci siano completamente irrilevanti, quasi totalmente dovuti alla distrazione dei copisti.5

«In sostanza, il Nuovo Testamento può essere considerato, indubbiamente, lo scritto antico meglio attestato in termini di puro e semplice numero di documenti, di intervallo di tempo fra gli avvenimenti e i documenti, e di varietà dei documenti disponibili a sostenerne o a minarne l’autenticità. Nessun altro testo antico può contare su una tale abbondanza e integrità di testimonianze testuali.» Ravi Zacharias, uno dei migliori filosofi e apologeti cristiani dell’ultimo secolo. 6

«Non c’è un corpus di letteratura antica al mondo che gode di tale quantità di buone testimonianze testuali come il Nuovo Testamento.» F.F. Bruce, defunto professore di greco, storia e critica biblica all’Università di Manchester. 7

In conclusione, sulla base delle evidenze, possiamo affermare insieme a Sir Frederic G. Kenyon che «l’ultimo fondamento di ogni dubbio sul fatto che le Scritture ci siano giunte sostanzialmente nel modo in cui furono scritte è stato ora rimosso.»8

 

1 John Montgomery, History and Christianity. Downers Grove, Ill.: InterVarsity Press, 1971.

2 Josh McDowell, Nuove evidenze che richiedono un verdetto, p. 90.

3 Sir Fredric Kenyon, Handbook to the Textual Criticism of the New Testment. London: Macmillan and Company, 1901.

4 Josh McDowell, Nuove evidenze che richiedono un verdetto, p. 95.

5 Vedi ad es. Bart Ehrman vs Daniel Wallace: https://www.youtube.com/watch?v=WRHjZCKRIu4

6 Ravi Zacharias, Può l’uomo vivere senza Dio?, Ed. Italy for Christ 2001, p. 170.

7 Bruce F.F., The Books and the Parchments: How we got our English Bible. Old Tappan, N.J.: Fleming H. Revell Co., 1950,p. 178.

8 Sir Fredric Kenyon, (1940) The Bible & Archaeology. New York: Harper & Row