L’Induismo è la terza religione al mondo per numero di fedeli. Le dottrine New Age vanno molto di moda tra i giovani d’oggi. Eppure basta una minima analisi per capire quanto induismo, panteismo e New Age siano inadeguate a spiegare la realtà. L’errore di origine è quello tipico delle religioni orientali, cioè considerare l’universo come eterno e immutabile. Se l’universo è eterno allora è anche necessario, e quindi il passo che porta a divinizzarlo è molto breve. Queste tre religioni sostengono sostanzialmente che l’universo è “Dio”, alcune più esplicitamente di altre. Si possono collegare ad esse anche i concetti spirituali del reiki, chakra, coscienza cristica e tutte le forme di misticismo in generale. Il concetto di ascesi ad esempio, cioè che la parte spirituale del nostro essere punta a ricongiungersi con l’universo, implica che l’universo sia un’entità necessaria, e quindi eterna. In questa sede dunque, criticheremo l’affermazione da cui dipendono anche tutte le altre dottrine, poiché se si rivela falsa quella, allora lo sono anche tutte le altre.

“L’universo è eterno”

Come anticipato, l’affermazione centrale alla base di queste religioni è che l’universo sia eterno. Un universo eterno è non causato, quindi necessario, non contingente. Un’entità necessaria significa che non potrebbe esistere in altri modi. Ma l’universo è davvero eterno?

La risposta è no. Ad oggi abbiamo numerose evidenze, sia scientifiche che filosofiche, che puntano direttamente ad un inizio dell’universo EX NIHILO. Ci limiteremo a riportare le affermazioni degli scienziati più competenti al mondo in questo campo.

«Pressoché tutti ora credono che l’universo, e il tempo stesso, abbiano avuto un inizio con il Big Bang».1 Stephen Hawking, ateo.

«Gli scienziati non possono più nascondersi dietro un universo eterno nel passato. Non c’è scampo, devono affrontare il problema di un inizio cosmico.» Alexander Vilenkin. 2

«L’universo non può essere esistito da sempre. Sappiamo che deve aver avuto un inizio assoluto in un tempo finito nel passato» Paul Davies. 3

«Alla singolarità, spazio e tempo iniziarono ad esistere; letteralmente niente è esistito prima della singolarità, quindi se l’universo ha avuto origine da tale singolarità, abbiamo avuto sicuramente una creazione ex nihilo» John Barrow and Frank Tipler. 4

«L’astronomia ci conduce ad un evento unico, un universo apparso dal nulla.» «L’universo ha solo un inizio nel passato, una genesi unica e universale.» Arno Penzias. 5

Le evidenze dell’inizio cosmico sono sovrabbondanti. Ma provando anche ad ignorarle, possiamo considerare che l’universo in cui viviamo potrebbe essere anche diverso. Potrebbe funzionare in modo diverso, avere leggi fisiche diverse e così via. Quindi, in ogni caso, l’affermazione che l’universo sia necessario sembra molto irragionevole.

Conclusione

Le religioni orientali, quali induismo, buddismo e panteismo, purtroppo sono fondate sull’antico ed errato concetto di eternità e stazionarietà dell’universo. Di conseguenza, quando andiamo ad analizzarle, si nota facilmente la loro inadeguatezza. Abbiamo considerato una sola evidenza, cioè che l’universo abbia avuto un inizio, e abbiamo visto come queste religioni spieghino molto male tale evidenza.

«Tutte le evidenze che abbiamo dicono che l’universo ha avuto un inizio». Alexander Vilenkin, il noto cosmologo ateo, afferma non che la maggioranza delle evidenze dicano che l’universo abbia avuto un inizio, ma tutte! 6

T. Whittaker, fisico matematico inglese, monumento dell’elettromagnetismo, riassume così le inevitabili implicazioni filosofiche:

La nozione che il mondo è stato creato nel tempo e che giunto alla fine morirà è di primaria importanza per la metafisica e per la teologia, poiché implica che Dio non è la natura e la natura non è Dio. Viene così rigettata ogni forma di panteismo, filosofia che identifica il Creatore con la creazione e che immagina che Egli realizzi il proprio essere nel dispiegarsi o evolversi dell’universo. (…) La certezza che la razza umana e ogni forma di vita su questo pianeta finiranno con l’estinguersi è fatale per parecchie concezioni molto diffuse sul significato e sulla finalità dell’universo, in particolare per quelle in cui l’idea centrale è il progresso e che ripongono le loro speranze nell’ascesa dell’uomo. 7

Al contrario, il Cristianesimo spiega molto bene le evidenze relative all’origine dell’universo. Proprio il primo versetto della Bibbia (Genesi 1:1) afferma che l’universo non è eterno, ma che ha avuto un inizio in un tempo finito nel passato, in perfetto accordo con la scienza moderna.

1 Stephen Hawking, The Nature of Space and Time, Princeton, N.J.: Princeton University Press, 1996, p.20

2 Alexander Vilenkin, Many worlds and one

3 Paul Davie, The Big Questions: In the Beginning

4 John Barrow and Frank Tipler, The Anthropic Cosmological Principle. Oxford University Press, 1996, p. 442

5 New York Times, March 12, 1978, as cited in Bergman 1994, 183

6 Alexander Vilenkin, New Scientist 11/01/2012

7 E.T. Whittaker, The Beginning and the End of the World, Oxford University Press, Oxford, 1942, pp. 40-42