«E dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!” Invece non l’hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso. Ma Allah lo ha elevato fino a Sé. Allah è eccelso, saggio.» Sura 4:157-158

Ci sarebbe molto da dire, ma in questa sede ci limiteremo a criticare questa affermazione del Corano. Ci sono due possibili interpretazioni a questi versetti, e mostreremo come entrambe siano altamente irragionevoli.

1: L’errore di Maometto

Questa è l’interpretazione più fedele al testo. Se lo prendiamo alla lettera, questo brano afferma chiaramente che Gesù non sia morto per crocifissione. Se fosse vero, ci aspetteremmo di trovare evidenze storiche a supporto. Sfortunatamente, tutte le evidenze che abbiamo affermano proprio che Gesù sia morto per crocifissione.

Tutti gli studiosi, storici e critici del Nuovo Testamento concordano che la morte di Gesù sulla croce sia un fatto storicamente certo. Stiamo parlando di studiosi di tutti i tipi, cristiani, ebrei, atei e agnostici. Elenchiamo telegraficamente i più competenti.

“Il fatto più solido sulla vita di Gesù è la sua morte: fu condannato dal prefetto romano Pilato, nei dintorni della Pasqua, alla maniera che Roma riservava in particolare alle insurrezioni politiche, ovvero la crocifissione.” – Paula Fredriksen, PhD, convertita all’ebraismo, Università di Boston.

“Che è stato crocifisso è certo quanto qualsiasi altro fatto storico lo possa mai essere.” – John D. Crossan, storico, archeologo, critico, cofondatore del Jesus Seminar.

“La morte di Gesù per crocifissione è storicamente certa.” – Pinchas Lapide, PhD, uno dei più importanti teologi ebrei del mondo, Università ebraica di Gerusalemme, storico ebreo.

“La morte di Gesù come conseguenza della crocifissione è indiscutibile.” – Gerd Ludemann, ateo, il principale critico scettico della risurrezione.

“Il fatto più certo sul Gesù storico è la sua esecuzione come ribelle politico.” – Marcus Borg, storico, PhD a Oxford.

“Uno dei fatti storici più certi è che Gesù fu crocifisso per ordine del prefetto romano della Giudea Ponzio Pilato.” – L’eroe dei Musulmani: Bart Ehrman, PhD, ateo, Università della Carolina del Nord, tra le massime autorità della critica del Nuovo Testamento. Gli studiosi Musulmani onesti intellettualmente dovrebbero considerare tutte le affermazioni del loro eroe Bart Ehrman, non solo quelle che fanno loro più comodo.

Ci sono numerose risorse indipendenti tra loro, anche extrabibliche, che affermano in accordo che Gesù di Nazaret sia stato condannato a morte per crocifissione come ribelle politico, per ordine del prefetto romano Ponzio Pilato. Nello studio di un evento storico i criteri che vengono usati per definire la probabilità della sua occorrenza sono proprio il numero di risorse, la loro indipendenza e il tempo che intercorre tra la loro datazione e quella dell’evento. Queste sono le ragioni che hanno convinto tutti gli studiosi della storicità dell’evento.

In definitiva, se interpretiamo Sura 4:157-158 in maniera onesta, dobbiamo ammettere che essa neghi questo fatto storico universalmente accettato, rivelandosi quindi inaccurata. Se quindi Maometto voleva davvero affermare che Gesù non fosse morto per crocifissione, allora si era sbagliato.

Se il Corano è errato allora non è parola di Dio.

2: L’errore di Allah

Per non ammettere l’evidente errore del Corano, molti “apologeti” Musulmani hanno provato a dare un’interpretazione alternativa. Basilarmente, questa spiegazione afferma che Allah avrebbe sostituito Gesù con un altro uomo sulla croce, facendo credere a tutti di aver crocifisso il Messia, come lascerebbe intendere l’espressione “ma così parve loro”.

A nostro parere, questa interpretazione è ancora peggiore della prima, poiché presenta notevoli problemi teologici.

Supponiamo che sia andata davvero così. Allah salva di nascosto Gesù, crocifiggendo un altro uomo al suo posto. Tutti dunque pensano che Gesù sia morto sulla croce. Poi Allah fa ascendere al cielo Gesù per elevarlo a sé, non facendolo passare dalla morte. I discepoli a questo punto, trovando la tomba vuota e vedendolo ascendere al cielo di nuovo vivo, si convincono erroneamente che sia risorto. Di conseguenza, iniziano a predicare la risurrezione del Messia con una convinzione tale da arrivare perfino al martirio. In pochi mesi, a Gerusalemme si convertono decine di migliaia di persone, e in pochi anni il cristianesimo raggiunge il Palazzo di Cesare a Roma. Dopo circa seicento anni, Allah si rende conto che la situazione gli sia leggermente sfuggita di mano, e decide quindi di mandare Maometto a spiegare l’equivoco.

È evidente che questa seconda interpretazione sia enormemente imbarazzante. Allah avrebbe fatto esplodere il cristianesimo erroneamente e sarebbe quindi costretto a mandare milioni di persone all’inferno per un errore commesso da lui stesso.

È importante capire che non è stato il Nuovo Testamento che ha diffuso la fede nella risurrezione, ma l’evento della risurrezione che ha causato la stesura del Nuovo Testamento. La fede dei cristiani non era basata sul Nuovo Testamento, ma sulla risurrezione del Messia. Ancora prima che i più antichi scritti del Nuovo Testamento venissero redatti, decine di migliaia di persone già credevano e predicavano la risurrezione di Gesù. Se consideriamo soltanto la città di Gerusalemme, più di ventimila Ebrei avevano già riconosciuto Gesù come Messia nei pochi anni immediatamente successivi agli eventi in questione (vedi ad es. Atti 21:20), quindi ancora prima della diffusione degli scritti apostolici.

I discepoli furono disposti ad andare incontro a sofferenze terribili e alla morte pur di credere e predicare la risurrezione. È noto che i primi cristiani venissero perseguitati a morte e che moltissimi fossero anche arrivati al martirio, dati in pasto ai leoni, accesi vivi come lampioni per le strade o in altri modi atroci. Questo dimostra la loro profonda convinzione della storicità dell’evento che predicavano. Sia i Dodici che Giacomo e Paolo sono morti martiri, ad eccezione dell’apostolo Giovanni, che morì in esilio.

Il Nuovo Testamento e Bart Ehrman

I Musulmani affermano che il Nuovo Testamento sia stato adulterato nel tempo, ma poi ne fanno un uso molto scorretto. Gli studiosi onesti e coerenti però, se affermano l’inaffidabilità dei un testo, poi non dovrebbero prenderne le parti che più fanno loro comodo. Ad esempio usano Giovanni 16:7, “Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore” affermando che il Consolatore che stava promettendo Gesù fosse Maometto. Ma basta andare un po’ più avanti (v. 13) o un paio di capitoli prima, per leggere che stesse parlando dello Spirito Santo: “ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa” (14:26).

Per sostenere l’inaffidabilità del Nuovo Testamento citano molto spesso Bart Ehrman, che personalmente stimo molto. Non si rendono conto però che quel che dice Bart sia più a favore che contro l’attendibilità della Bibbia. In TUTTI i suoi video e dibattiti afferma che gli errori presenti nei manoscritti greci siano completamente irrilevanti. Essi sono quasi totalmente dovuti alla distrazione dei copisti, come ripetizioni di parole, righe saltate, parole mancanti e così via. Quando gli errori sono invece intenzionali, si notano subito perché differiscono da tutti gli altri migliaia di manoscritti. Ad esempio, sappiamo che la parte finale del capitolo 16 del vangelo di Marco non era presente nell’originale, come la storia della donna adultera nel vangelo di Giovanni. Ma questo non influisce assolutamente su alcuna dottrina cristiana, anzi è prova che ad oggi siamo in grado di sapere quale fosse il testo originale con una precisione altissima.

Non a caso, la ragione che ha portato Bart Ehrman all’ateismo è completamente diversa. Raccontando la sua testimonianza infatti, dice spesso che il suo lavoro di critica del Nuovo Testamento non ha mai intaccato la sua fede cristiana. È diventato ateo a causa del problema del male.

Conclusione

Analizzando Sura 4:157-158 in maniera onesta, è evidente che la religione islamica si riveli completamente inadeguata qualsiasi delle possibili interpretazioni vogliamo applicare.

Al contrario, ci sono numerose ottime ragioni che ci portano a credere che Gesù di Nazaret sia risorto dai morti. Abbiamo esaminato ampiamente le evidenze storiche della risurrezione nell’apposito articolo. Se quindi Gesù di Nazaret è davvero risorto dai morti, allora il cristianesimo è vero.

 

 

Per approfondire, in lingua inglese:

Bart Ehrman vs William Lane Craig: https://www.youtube.com/watch?v=SyUAPhHohIg&t=374s

Bart Ehrman vs Daniel Wallace: https://www.youtube.com/watch?v=WRHjZCKRIu4

Shabir Ally vs William Lane Craig: https://www.youtube.com/watch?v=4QbSUm9oVLU