In questo articolo vogliamo mostrare come la regolarità e l’intelligibilità dell’universo siano meglio spiegate dall’esistenza di un Creatore, Designer e Sostenitore dell’universo.

Esiste un enorme numero di cose, che già di per sé è straordinario, le quali si comportano tutte sostanzialmente nello stesso modo. Ci sono delle Leggi della Natura che governano tutte le cose che esistono, dalle particelle elementari, alle persone, alle galassie. Il fatto che ogni cosa sia obbligata ad ubbidire a queste Leggi richiede necessariamente una spiegazione, poiché troppo straordinario per essere una mera coincidenza.

Se trovassimo una città composta da strutture fatte tutte di Lego, non ci accontenteremmo di chiamarla una semplice coincidenza, ma andremmo in cerca di una spiegazione soddisfacente, come ad esempio che tutte le strutture sono state progettate dallo stesso ingegnere, che ha scelto appositamente di usare sempre il Lego per sfruttare le sue particolari caratteristiche. Similmente, la straordinaria regolarità dell’universo reclama una spiegazione soddisfacente.

Questa ubbidienza alle Leggi della Natura può essere definita equivalentemente come obblighi e poteri che tutte le cose hanno nei confronti di sé stesse e delle altre cose. Tali obblighi e poteri non li hanno solamente le singole particelle, ma anche gli aggregati di particelle. Poteva esistere un universo in cui tutte le particelle elementari avessero gli stessi obblighi, ma che poi tali obblighi non si sarebbero potuti estendere al momento dell’aggregazione in oggetti composti. Poteva essere che gli elettroni dovessero ubbidire alle Leggi della Natura, mentre i gatti e le banane no. Invece osserviamo che sia gli elettroni che i gatti siano obbligati a farlo. Inoltre vediamo anche che gli elettroni si comportano come tutti gli altri elettroni, mentre i gatti come tutti gli altri gatti. Quindi esiste sia una regolarità generale che una specifica. Tutte le cose, sia elementari che composte, hanno l’obbligo generale di sottostare alle Leggi della Natura; poi tutte queste cose si suddividono anche in generi specifici, i quali hanno ulteriori poteri particolari in comune. Ad esempio, tutti gli elettroni hanno il potere di avere una carica elettrica negativa pari a 1,602 x 10^-19 Coulomb, potere che altre particelle elementari, come i protoni, non hanno. I gatti invece hanno il potere ad esempio di fare le fusa, potere che altri aggregati di particelle, come le banane, non hanno.

Dunque osserviamo che tutte le cose che esistono hanno degli obblighi e dei poteri generali e specifici che non possono fare a meno di avere. Gli elettroni ad esempio, non possono improvvisamente smettere di obbedire alle Leggi della Natura, e nemmeno i gatti. Ad un’analisi accurata, tutte le cose si rivelano inevitabilmente regolari, ordinate e molto ubbidienti.

Una notevole implicazione di questa caratteristica dell’universo è che il comportamento delle cose può essere previsto, studiato e sfruttato dagli esseri umani. La pazzesca assurdità che degli aggregati di particelle, quali gli esseri umani, siano in grado di accedere e studiare le Leggi dell’universo che regolano il comportamento di tali particelle l’abbiamo già approfondita ne L’evoluzione dell’essere umano, quindi ci concentreremo su un altro aspetto altrettanto assurdo. Invece di essere regolare e intelligibile, l’universo sarebbe potuto essere in due altri modi molto più probabili.

  1. In questo primo universo le Leggi della Natura potrebbero funzionare in modo arbitrario, ed essere di conseguenza impossibili da prevedere. Ad esempio, lanciando due bottiglie dalla finestra osserveremmo che una cade verso il basso, mentre l’altra vola verso il cielo. Un elettrone avrebbe la carica elettrica negativa, mentre un altro positiva. Un giorno l’acqua a 0° congelerebbe, mentre un altro giorno evaporerebbe, ed un altro giorno ancora, raggiunta tale temperature, si trasformerebbe in mercurio, così a caso. Per fare un esempio pratico, se ci trovassimo d’inverno in una casa con il camino (molto difficile visto che in un universo di questo tipo le case non è detto che restino in piedi ogni giorno né che il mondo ruoti secondo una traiettoria precisa attorno al sole causando delle stagioni, ma comunque supponiamo per un momento che non ci siano tali problemi), una sera vedremmo che aggiungendo più legna nel fuoco del camino ci scaldiamo di più, la sera dopo vedremmo che aggiungendo più legna fa più freddo, la sera dopo ancora vedremmo che aggiungendo più legna, essa esplode. Assurdo! Non si potrebbe sopravvivere in un mondo così. Non sarebbe possibile imparare le azioni basilari necessarie per vivere. Non si potrebbe coltivare, poiché una volta i semi si comporterebbero in un modo e la volta dopo in un altro. Non si potrebbe cacciare, poiché un giorno la freccia lanciata dal nostro arco andrebbe a segno, mentre il giorno dopo seguirebbe un’altra traiettoria. Non si potrebbe cucinare, poiché una volta il pane si cuocerebbe con il calore e la volta dopo no. E così via. Non si potrebbe esistere del tutto, visto che le nostre cellule non si comporterebbero sempre allo stesso modo. Molto probabilmente in un tale mondo caotico, non si potrebbe formare nemmeno alcuna aggregazione di particelle, nessuna stella, nessun pianeta, nessuna cellula, e quindi nessuna forma di vita.
  2. In questo secondo tipo di universo, le Leggi della Natura potrebbero funzionare in maniera regolare ed ordinata come adesso, ma in modi così complicati da risultare ugualmente impossibili da comprendere e descrivere. Per fare un esempio, la legge di gravitazione universale è descrivibile con un’equazione elegantissima, la quale mostra che due corpi si attraggono con una forza proporzionale alle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Questo ci permette di capire intuitivamente che più andiamo vicini al sole e più esso ci attira intensamente. Oppure tornando all’esempio intuitivo di prima, possiamo facilmente osservare che il calore emesso dal camino è proporzionale alla quantità di legno che viene bruciata. Sapendo questo, possiamo banalmente imparare che per scaldarci di più basta aggiungere più legna nel fuoco del camino. Questo fenomeno è descritto elegantemente dal primo principio della termodinamica, che applicato ad un sistema di questo tipo implica che la potenza termica è proporzionale alla massa del combustibile. Ora immaginiamo invece che l’universo sia di questo secondo tipo. Osserveremmo che il camino emetterebbe calore in base ad una legge fisica complicatissima, ad esempio proporzionale alla quantità di pesci che sta nuotando in un fiume in Giappone. È vero che il camino starebbe seguendo una legge fisica regolare, ma sarebbe talmente complicata che noi non potremmo sfruttarla per capire come scaldarci in una fredda notte d’inverno. Più banalmente, sappiamo bene che nel nostro mondo, una pietra lanciata in aria segue una precisa traiettoria parabolica dovuta alla velocità del lancio, la forza di gravità e altri fattori. Quindi possiamo prevedere con buona approssimazione che tirando un sasso in un certo modo ed in una certa direzione potremmo colpire una noce di cocco che si trova ad una certa altezza. Una volta colpita e staccata dall’albero, sapremmo intuitivamente che questa noce di cocco non rimarrà sospesa a mezz’aria ma cadrà verso il basso, pronta per essere raccolta e mangiata. Adesso immaginiamo di farlo nel mondo di questo secondo tipo: la pietra seguirebbe sempre le stesse leggi, ma la traiettoria che ne verrebbe fuori sarebbe così strana da non poter essere prevista. Invece che un’elegantissima parabola, essa potrebbe essere di una forma talmente strana da non poterne capire i fenomeni fisici che la influenzano. In questo modo non potremmo mai sapere dove vada a finire quel sasso che vorremmo lanciare. Un universo di questo tipo sarebbe sì regolare, ma invivibile. Non potremmo mai comprendere i fenomeni fisici che ci circondano e di conseguenza non potremmo mai sfruttarli per sopravvivere. Similmente al primo caso, non potremmo mai sapere come coltivare, cacciare, riprodursi, costruire, curarsi e così via, poiché i processi che regolerebbero tali fenomeni rimarrebbero totalmente incomprensibili.

Una delle cose più straordinarie dell’intelligibilità dell’universo è proprio il fatto che il comportamento di molti oggetti che ci circondano, compreso il nostro corpo, può essere prontamente previsto e sfruttato da qualsiasi persona. L’ordine e regolarità dell’universo sono quindi fondamentali per la sua intelligibilità, la quale è una caratteristica necessaria per la sopravvivenza e lo sviluppo della specie umana. Proprio l’intelligibilità dell’universo fu l’argomento che più di tutti affascinò Albert Einstein, che arrivò ad affermare: “Ciò che è inconcepibile nell’universo è che è del tutto concepibile”, “L’eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità… Il fatto che sia comprensibile è un miracolo”.1 Ed insieme ad Einstein si accodano diversi grandi scienziati che hanno riflettuto proprio su questo argomento; riportiamo brevi affermazioni dei più autorevoli:

“La scienza può procedere solo se lo scienziato adotta una visione del mondo essenzialmente teologica”, “anche lo scienziato più ateo accetta come atto di fede l’esistenza di un ordine in natura che è almeno in parte comprensibile a noi.” 2, ”La scienza si basa sul presupposto che l’universo sia completamente razionale e logico a tutti i livelli. Gli atei affermano che le leggi [della natura] esistono senza ragione e che l’universo è in definitiva assurdo. Come scienziato, lo trovo difficile da accettare. Deve esserci un terreno razionale immutabile in cui la natura logica e ordinata dell’universo è radicata” 3, “Il fatto scientifico più significativo sulla scienza è che la scienza funziona davvero.” 4 – Paul Davies.

“L’impressione travolgente è quella dell’ordine. Più scopriamo sull’universo, più scopriamo che è governato da leggi razionali” 5 – Stephen Hawking.

“La vera semplicità e simmetria dell’Universo si trova nelle cose che non si vedono. La cosa più notevole di tutte è che troviamo che ci sono equazioni matematiche, piccoli scarabocchi su pezzi di carta, che ci dicono come si comportano interi Universi. Perché c’è una logica più grande degli Universi che è tanto più sorprendente perché possiamo comprenderne una parte significativa e quindi condividere il suo apprezzamento.” 6 John D. Barrow.

Una volta compresa la straordinaria regolarità dell’universo, non possiamo non cercarne una spiegazione, poiché ciò che appare come un caso miracoloso richiede necessariamente una spiegazione. Come fatto molte altre volte, confronteremo i vari modelli possibili, valutando quale di essi spiega meglio questo fatto. I modelli che prenderemo in considerazione in questo breve articolo sono i due più gettonati: l’ateismo e il teismo.

Modello 1: Ateismo

Se l’ateismo fosse vero, non ci aspetteremmo assolutamente di osservare un universo come questo, non avremmo alcuna ragione per aspettarci che ogni particella che esiste debba avere gli stessi poteri e obblighi di tutte le altre. Nell’ipotesi materialista, non c’è alcun motivo per cui tutte le particelle elementari debbano ubbidire necessariamente a delle Leggi della Natura, e meno che mai gli aggregati di tali particelle. Al contrario, ci aspetteremmo che ogni singolo oggetto si comporti in maniera indipendente rispetto agli altri, e che non segua delle leggi fisiche descrivibili con equazioni matematiche elegantissime quali osserviamo nel nostro mondo. In sostanza, universi fatti come i due tipi che abbiamo precedentemente esposto sono alquanto più probabili. Un universo non regolare (tipo 1) è molto più semplice e probabile di uno in cui ogni singola particella abbia gli stessi poteri delle altre. Anche un universo regolare ma non intelligibile (tipo 2) è alquanto più probabile rispetto al nostro, basti pensare che le equazioni che descrivono le Leggi della Natura, come quella della forza gravitazionale F= G (m_1 m_2)/d^2 , potrebbero essere molto più complesse di quelle che osserviamo. Se l’ateismo fosse vero, non ci sarebbe alcuna ragione per avere delle Leggi della Natura così eleganti e facilmente comprensibili da noi essere umani. Secondo il modello ateistico, dunque, la regolarità dell’universo non è che una mera coincidenza felice, per dirla alla Albert Einstein: un miracolo.

Modello 2: Teismo

Al contrario, il modello teistico spiega molto bene sia la regolarità che l’intelligibilità dell’universo. Dio avrebbe molti buoni motivi per creare un mondo che segua delle eleganti Leggi della Natura che l’uomo può comprendere, studiare e sfruttare. Richard Swinburne, professore emerito di filosofia cristiana ad Oxford, coglie perfettamente il punto:

Le persone hanno esperienze e pensieri, e possono compiere delle scelte, e le loro scelte possono fare una grande differenza per loro stessi, per gli altri e per il mondo inanimato. (…) Con un corpo, gli esseri umani hanno una porzione limitata di materia sotto il proprio controllo e, se scegliamo in questo senso possiamo scegliere di imparare come funziona il mondo e così imparare quali azioni corporali avranno più effetti a distanza. Possiamo imparare in fretta quando è probabile che le rocce cadano, i predatori ghermiscano o le piante crescano. Possiamo compiere delle scelte fondamentali per noi stessi: se evitare le pietre in caduta, sfuggire ai predatori, piantare coltivazioni per avere abbastanza da mangiare, o non curarsene; se costruire case e vivere comodamente o accontentarci di uno stile di vita più primitivo. Possiamo anche compiere delle scelte fondamentali per altre persone incarnate: se dar loro del cibo o lasciarle morire di fame. (…) Gli esseri umani possono scoprire le leggi della dinamica e della fisica e così costruire automobili e aeroplani o, in alternativa, bombe e armi da fuoco; e in tal modo ampliare lo spettro del nostro potere (…) Come un bravo genitore, un Dio generoso ha ragione di non attribuirci una certa misura fissa di conoscenza e controllo, ma di darci invece la scelta se vogliamo crescere nella conoscenza e nel controllo. Poiché fornisce queste opportunità agli esseri umani, Dio ha ragione di creare un mondo governato dalle leggi naturali del tipo che troviamo. 7

Conclusione

L’argomento si può così riassumere:

  1. Se Dio non esiste, la regolarità e l’intelligibilità dell’universo sono solo una coincidenza felice.
  2. La regolarità e l’intelligibilità dell’universo non sono solo una coincidenza felice.
  3. Quindi, Dio esiste.

In conclusione, l’ordine e la regolarità dell’universo costituisce un’ottima evidenza dell’esistenza di Dio, in quanto il modello teistico provvede ad una spiegazione di gran lunga migliore rispetto al modello ateistico. Quindi, anche questo contribuisce alla serie di argomenti cumulativi a favore dell’esistenza di Dio, mostrando che la miglior spiegazione alla realtà che ci circonda sia l’esistenza di un Creatore, Designer e Sostenitore dell’universo.

1 As quoted in Einstein: His Life and Universe by Walter Isaacson, p. 462

2 Paul Davies, discorso alla vincita del premio Templeton, https://www.templetonprize.org/laureate-sub/davies-acceptance-speech/

3 Paul Davies, “What Happened Before the Big Bang?” in God for the 21st Century, ed. Russell Stannard (Philadelphia: Templeton Foundation Press, 2000), p. 12

4 Paul Davies, intervista https://www.youtube.com/watch?v=gLp8Ame-FQ4

5 Stephen Hawking in Gregory Benford, “Leaping the Abyss: Stephen Hawking on Black Holes, Unified Field Theory and Marilyn Monroe,” Reason 4.02 (April 2002): p. 29.

6 John D. Barrow, discorso alla vincita del premio Templeton, https://www.templetonprize.org/laureate-sub/barrow-press-conference-statement/

7 Richard Swinburne, Esiste un Dio?, pp. 60-61