Probabilmente l’argomento che ho riscontrato essere il più efficace per l’esistenza di Dio è l’argomento morale. Le persone possono facilmente ignorare le evidenze che abbiamo sull’inizio dell’universo e sul suo fine-tuning, ma non possono certamente fare lo stesso con l’oggettività dei valori morali che si trovano ad affrontare ogni giorno. L’argomento è sintetizzabile in due premesse ed una conclusione:

1) Se Dio non esiste, non esiste nemmeno una moralità oggettiva.

2) Una moralità oggettiva esiste.

3) Quindi, Dio esiste.

Se le due premesse sono vere, la conclusione segue inevitabilmente.

Premessa 1: Se Dio non esiste, non esiste nemmeno una moralità oggettiva

Per essere chiari, non stiamo assolutamente dicendo che bisogna credere in Dio per avere una buona moralità. La questione che stiamo analizzando non è se possiamo avere una morale oggettiva senza credere in Dio, ma come possiamo giustificarla se Dio non esiste. Tutti gli esseri umani hanno una legge morale scritta nel proprio cuore; non bisogna credere in Dio per poter essere delle brave persone. Ma la domanda è: se l’ateismo è vero, esistono dei paletti per giustificare se qualcosa sia oggettivamente “male” o “bene”? Di nuovo, per avere una morale oggettiva, credere in Dio non è necessario.

Per moralità oggettiva intendiamo dire che qualcosa è buono o cattivo indipendentemente da cosa pensino le persone. La grande maggioranza dei filosofi pensa che se Dio non esiste, la moralità è puramente soggettiva, in particolare, soggettiva al contesto sociale e all’evoluzione. Come spiega il filosofo della scienza Michael Ruse:

La posizione dei moderni evoluzionisti […] è che gli umani hanno una consapevolezza della moralità […] perché tale consapevolezza ha un valore biologico. La moralità è un adattamento biologico non meno di mani, piedi e denti. […] Considerata come una serie di affermazioni razionalmente giustificabili su qualcosa di oggettivo, l’etica è illusoria. […] La moralità è solo un aiuto alla sopravvivenza e riproduzione, […] e qualsiasi significato più profondo è illusorio. 1

Dunque se Dio non esiste, la moralità è soltanto il prodotto dell’evoluzione socio-biologica. Lo stesso Richard Dawkins afferma che «Non c’è in fondo nessun design, nessuno scopo, nessun male, nessun bene, nient’altro che inutile indifferenza… Siamo macchine per la propagazione del DNA… È l’unica ragione di esistenza di ogni oggetto vivente. Il DNA non si preoccupa. Il DNA semplicemente è. E noi balliamo alla sua musica». 2

Qualche studioso ateo, tra cui i famosissimi Sam Harris e Peter Singer, ha provato a giustificare una moralità oggettiva sulla base della prosperità e benessere degli esseri senzienti. Sfortunatamente però, non c’è alcun motivo per affermare che il benessere degli esseri umani, o degli altri animali, sia una cosa oggettivamente buona.

L’immoralità dello stupro, ad esempio, può essere giustificata con il fatto che crea sofferenza ad una persona. Ma perché la sofferenza di una persona è “male”? Se l’ateismo è vero, non c’è alcuna ragione per giustificare che la sofferenza di una persona sia oggettivamente male. Possiamo benissimo pensare che per un’ipotetica razza aliena, essendosi evoluta in modo diverso dal nostro, lo stupro non sia immorale, come argomenta lo stesso Michael Ruse. 3 Quindi, non c’è alcuna ragione per cui la moralità evolutasi negli Homo sapiens sia oggettivamente vera.

Se Dio non esiste, quale moralità è migliore, quella di Hitler o di Martin Luther King? Secondo l’ateismo, è solo una questione di opinioni, come afferma anche il presidente dell’organizzazione Atei Americani, David Silverman: «Non esiste una cosa come la moralità oggettiva. Tutta la moralità è relativa. Non c’è alcuno standard morale oggettivo». 4

In definitiva, la prima premessa è sicuramente vera: se Dio non esiste, la moralità è puramente soggettiva all’evoluzione socio-biologica. Per dirla alla Fëdor Dostoevskij: «Se Dio non esiste, tutto è permesso».

Premessa 2: Una moralità oggettiva esiste

Tutti gli esseri umani hanno una moralità oggettiva. Tutti sanno che stuprare o torturare un bambino per divertimento è oggettivamente immorale. Allo stesso modo, tutti sanno che aiutare un bisognoso o nutrire il proprio figlio è una cosa oggettivamente buona. Lo stupro è immorale oggi come tra cento anni, in Italia come in Brasile; chi può seriamente negarlo? Perfino lo scettico più incallito lo riconoscerebbe. Michael Ruse stesso confessa «L’uomo che dice che è moralmente accettabile stuprare un bambino si sbaglia come l’uomo che dice 2 + 2 = 5». 5 In altre parole, non riconoscere che lo stupro sia oggettivamente inaccettabile è un errore paragonabile a dire che 2 + 2 = 5.

Dire che una moralità oggettiva esiste vuol dire che essa è indipendente sia dalle opinioni delle persone che dalle leggi governative. Per fare un esempio, se Hitler avesse vinto la Seconda guerra mondiale e fosse riuscito a convincere tutto il mondo a legalizzare lo sterminio degli Ebrei, tale cosa sarebbe comunque rimasta sbagliata. Quindi ci sono diverse cose che sono oggettivamente sbagliate, come lo stupro e lo sterminio di persone innocenti, che tutti riconosciamo essere indipendenti dalla cultura e dal contesto sociale.

Dunque, anche la seconda premessa sembra essere più probabilmente vera che falsa.

L’incoerenza dell’ateismo e la coerenza del teismo

Abbiamo visto che se l’ateismo fosse vero, non sarebbe in alcun modo giustificabile una moralità oggettiva. Fortunatamente però, la grande maggioranza degli atei finge di non capirne le folli implicazioni. Proviamo a prendere per un momento sul serio l’affermazione di Richard Dawkins, il leader del nuovo ateismo, in cui dice che non c’è «nessun male, nessun bene […] Siamo macchine per la propagazione del DNA […] Il DNA non si preoccupa. Il DNA semplicemente è. E noi balliamo alla sua musica.» Ora immaginiamo di andare a consolare una ragazza che è stata violentemente stuprata e, ovviamente, traumatizzata dall’accaduto. Se fossimo coerenti con l’ateismo, potremmo dirle: «Tranquilla, quell’uomo non ha fatto niente di così male! Non puoi incolparlo! Stava solo ballando al ritmo del suo DNA!». Riuscite a vedere la follia? Se l’ateismo fosse vero, i razzisti, gli stupratori, gli omicidi o i preti pedofili, non starebbero facendo niente di veramente male! Starebbero solamente ballando al ritmo del loro DNA! Fortunatamente, tutti sentono che tali cose sono sbagliate, ma per essere ancora più chiari, se l’ateismo fosse vero, non si potrebbe giustificare il fatto che siano oggettivamente sbagliate.

Al contrario, se Dio esiste, lo standard metafisico oggettivo del bene e del male è proprio la sua natura. Il bene/male è determinato dalla sua natura, il giusto/sbagliato dalla sua volontà, che è necessariamente espressione della sua natura. Se il teismo fosse vero, ci aspetteremmo di osservare esseri umani con obblighi morali e con valori morali oggettivi, e infatti è proprio così. Al contrario, se l’ateismo fosse vero, ci aspetteremmo di non sperimentare una moralità oggettiva, cosa che si rivela banalmente falsa.

Conclusione

Sulla base delle evidenze, entrambe le premesse sembrano essere palesemente vere. Se qualcuno volesse negare la prima, dovrebbe provvedere ad uno standard oggettivo con cui poter giustificare una distinzione oggettiva tra bene e male. Fino ad oggi, i vari tentativi si sono rivelati implausibili e dimostrabilmente circolari, come quello di Sam Harris di basare il bene oggettivo sul benessere degli esseri umani; tentativi rigettati, ovviamente, dalla maggioranza degli studiosi. Se qualcuno volesse negare la seconda premessa, invece, dovrebbe argomentare che cose come lo stupro non siano oggettivamente immorali, il che suona alquanto abominevole.

Parlando con le persone, notavo spesso che tutte credevano fermamente in dei valori morali oggettivi, e che quindi per rigettare l’argomento morale tentavano disperatamente di trovare uno standard oggettivo alternativo a Dio. Una sera a cena, un gruppetto di amici atei, propose di basare la moralità oggettiva sulle regole e leggi dettate dalla società. Allora gli domandai: «Quindi, secondo il vostro ragionamento, se Hitler avesse vinto la Seconda guerra mondiale e tutte le società del mondo gli fossero andate dietro, lo sterminio di Ebrei, disabili e omosessuali sarebbe stata una cosa buona.» Non avevo nemmeno finito la frase che tutti insieme tuonarono: «No di certo!». Le intuizioni morali che tutti sentiamo, che ci permettono di capire che la Shoah sia oggettivamente sbagliata, hanno una forza estremamente più alta rispetto a qualsiasi possibile ragionamento che un ateo può mettere in piedi per ignorarle. L’unica scappatoia che un ateo ha per rigettare l’argomento morale è soffocare la realtà dei più basilari valori morali che tutti sentiamo.

«I valori morali oggettivi non sono difficili da conoscere. Per qualcuno, sono solo difficili da accettare».6 Frank Turek

In conclusione, abbiamo argomentato che una moralità oggettiva certamente esiste, e che l’unico standard oggettivo che può giustificarla è la natura intrinseca di Dio. Al contrario, se Dio non esistesse, tale moralità sarebbe solamente soggettiva all’evoluzione socio-biologica, e quindi i valori morali oggettivi che tutti sentiamo non sarebbero giustificabili. Pertanto, essendo le due premesse molto più probabilmente vere che false, la conclusione inevitabile è che Dio esiste.

1 Michael Ruse, “Evolutionary Theory and Christian Ethics”, in The Darwinian Paradigm (London: Routledge, 1989), 262, 268-289.

2 Citato in Lewis Wolpert, Six Impossible Things Before Breakfast (London: Faber and Faber, 2006), 215.

3 Michael Ruse, “Is Rape Wrong on Andromeda?”

4 Dibattito di David Silverman con Frank Turek https://www.youtube.com/watch?v=RzP07nEwNP8 citato anche in Frank Turek “Stealing from God: why atheists need God to make their case”, 93, 94.

5 Michael Ruse, Darwinism Defended (London: Addison-Wesley, 1982), 275.

6 Frank Turek “Stealing from God: why atheists need God to make their case”, 98.