Prima di poter discutere sulla moralità dell’omosessualità è necessario fare chiarezza sulla sua natura, in quanto nella cultura popolare c’è molta confusione, da chi pensa che sia una questione di identità a chi pensa che sia una forma di malattia. Analizzando le evidenze che abbiamo a disposizione mostreremo che non è nessuna delle due. Per semplicità, con comportamento omosessuale intenderemo dire qualsiasi tipo di comportamento non eterosessuale.

Natura dell’omosessualità

DIFFUSIONE MALATTIE VENEREE. Il Centro per il Controllo e Prevenzione delle Malattie (CDC), nel 2017 ha riportato uno studio 1 che mostra come le malattie veneree all’interno della comunità omosessuale abbiano una diffusione spaventosa. Per dare un’idea dei dati, nonostante gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) rappresentino soltanto il 2% della popolazione, essi contano il 68,2% dei casi totali di sifilide, e l’incredibile valore del 79,6% dei casi maschili. Vuol dire che su tutti i casi maschili di sifilide, ben il 79,6% è rappresentato dagli MSM, il 45,5% dei quali ha anche l’HIV. Prima del 2001 i casi di sifilide nel mondo occidentale erano in declino, mentre negli ultimi anni stanno di nuovo aumentando proprio a causa della straordinaria diffusione tra gli MSM, in particolare è stato registrato un aumento del 72,7% rispetto al 2013. Al contrario, tra gli eterosessuali l’incidenza di queste malattie è rimasta stabile. Un altro dato preoccupante è che la sifilide può essere passata al futuro figlio, e non a caso, i casi di sifilide congenita sono aumentati del 153% dal 2013. Incrementi simili tra gli MSM sono stati rilevati anche nella gonorrea e HIV.

FEDELTÀ. Gli MSM, mediamente, iniziano relazioni sessuali ad età più giovane e con partner significativamente più grandi. Il 72% degli MSM in età adulta ha un nuovo partner rispetto all’anno precedente, in confronto al 21% degli eterosessuali. Dunque il numero di MSM che sperimenta relazioni monogame fedeli a lungo termine sembra essere prossimo a zero 2. Inoltre, i dati mostrano anche che soltanto una minoranza dei non eterosessuali, il 47%, ha relazioni esclusivamente con uomini o donne. 3

GENETICA. È stato ampiamente dimostrato che non esiste il cosiddetto “gene gay”, ossia che il comportamento sessuale non è determinato geneticamente. Lo studio più famoso è stato pubblicato su Science, la rivista scientifica più prestigiosa al mondo insieme a Nature, il 30 Agosto 2019 4. Il suo scopo era quello di dimostrare la correlazione tra omosessualità e genetica, in modo da giustificare e far accettare una volta per tutte tale comportamento. Sfortunatamente, i risultati hanno documentato proprio il contrario, mostrando che “non esiste un unico continuum dalla preferenza del sesso opposto a quella dello stesso sesso” e che la preferenza sessuale è condizionata da numerosi fattori, come le influenze socioculturali. Tradotto in termini popolari, quando vi dicono che “omosessuali ci si nasce” è una balla.

Quindi potremmo riassumere queste evidenze oggettive in tre punti:

1) Tra gli MSM la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili è impressionante.

2) Le relazioni monogame a lungo termine tra gli MSM sono pressoché inesistenti.

3) Il comportamento sessuale non è determinato geneticamente.

I primi due punti fanno sospettare che l’omosessualità sia una questione di promiscuità e il punto 3 toglie ogni dubbio, escludendo che sia una questione di identità. In definitiva, sulla base non dei pregiudizi o presupposti filosofici/religiosi, ma sulla base delle evidenze, possiamo affermare con sicurezza che l’omosessualità sia una questione di promiscuità sessuale, non di identità.

Moralità dell’omosessualità

Una volta constatato che l’omosessualità sia una questione di promiscuità, possiamo discuterne la moralità. L’appetito sessuale, per certe caratteristiche, può essere paragonato all’appetito di cibo. L’appetito di cibo però, è molto meno problematico dell’appetito sessuale. Ad esempio, una singola persona con eccesso di appetito può mangiare tanto quanto farebbero due o addirittura tre persone, ma un solo uomo con eccesso di appetito sessuale potrebbe in pochi anni popolare un intero paesino. Quindi l’appetito sessuale è un problema da non sottovalutare.

Ora, supponete di andare a visitare una città e trovarci un teatro dove le persone del luogo passano ore ed ore della loro giornata. Incuriositi, ci entrate e notate che queste persone pagano per vedere una bistecca fare su e giù su un piatto, con luce soffusa e musica di sottofondo. Notate che molti di quegli uomini passano intere notti in quel locale invece di stare con la propria famiglia, spendendo tutti i loro soldi per vedere nuove bistecche sul palco. Non pensereste che in quella città abbiano qualche problema di appetito? Mi sembra ovvio. Il vero mistero è come mai molte persone non pensino lo stesso dell’appetito sessuale, in quanto un locale simile a quello appena descritto, ma con una ragazza mezza nuda al posto della bistecca, sembra loro assolutamente normale.

Chiaramente, non c’è niente di male nel godersi il cibo. Il problema nasce quando esso diventa il più grande interesse e l’unico scopo e pensiero della nostra vita, e magari iniziamo a passare ore ed ore a guardare immagini e video di piatti di lasagne fumanti. Dunque il problema reale è il controllare i propri appetiti, quelli di cibo come quelli sessuali.

Inoltre, qualsiasi tipo di comportamento che danneggi la salute andrebbe scoraggiato ed evitato, quello ad esempio dei fumatori quanto quello degli MSM. Il comportamento omosessuale è dannoso sia per il singolo, basti pensare che i corpi umani non sono oggettivamente predisposti per i rapporti omosessuali, che infatti causano traumi permanenti (ad esempio l’incontinenza per i danni allo sfintere anale), sia per tutta la popolazione, a causa della terribile diffusione di malattie che comporta.

Conclusione

Da notare che non abbiamo mai parlato da una prospettiva cristiana, in quanto a parte gli insegnamenti della Bibbia, ci sono numerose ottime ragioni mediche, scientifiche e sociali per non tenere un comportamento omosessuale.

Per i cristiani, inoltre, la sessualità è molto importante, potremmo dire “sacra”. Secondo il cristianesimo, infatti, la vita è un dono di Dio di inestimabile valore. Gli esseri umani sono stati creati ad immagine di Dio, ed hanno perciò un valore intrinseco preziosissimo, indipendentemente dalla loro razza, colore della pelle, sesso o età. Essi sono stati posti da Dio sulla terra per custodirla (Gen 2:15) ed hanno quindi a cuore, o dovrebbero, la sua salute. Essendo quindi la razza umana “sacra”, l’unico modo per preservare la sua esistenza e salute, onorando così l’immenso dono di Dio, è attraverso sane relazioni eterosessuali.

Purtroppo però, l’immagine che noi cristiani diamo ai nostri cari amici omosessuali è spesso di condanna e odio, venendo etichettati come omofobi e bigotti. Al contrario, dovremmo far capire che non c’è nessun’azione che farebbe smettere Dio di amare una persona. Noi cristiani siamo i primi ipocriti e peccatori, e Dio odia il peccato, non il peccatore.

In ogni caso, TUTTE le evidenze che abbiamo mostrano oggettivamente che la via migliore coincide con quella insegnata dalla Bibbia, ovvero che “l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne.” Genesi 2:24

1 Centers for Disease Control and Prevention. Sexually Transmitted Disease Surveillance 2017. Atlanta: U.S. Department of Health and Human Services; 2018. Disponibile anche online.

2 Glick S. Et al. A comparison of sexual behaviour patterns among men who have sex with men and heterosexual men and women. J Acquir Immune Defic Syndr 2012 May 1; 60(1): 83-90.

3 National Health Interview Survey (NHIS) 2013, collected from 34557 adults aged 18+

4 Ganna A et al. Large-scale GWAS reveals insights into the genetic architecture of same-sex sexual behaviour. Science 30 Aug 2019. Vol 365, Issue 6456. Disponibile anche online.