Domanda F.C. (17/02/2021): Feuerbach ha detto che Dio non è altro che una proiezione dell’uomo dell’individuo stesso. Tu cosa ne pensi? Oppure altri filosofi hanno detto che Dio è un modo per giustificare gli eventi che non riusciamo a capire.

Risposta:

1) Dio è una proiezione psicologica?

Secondo Feuerbach l’immagine di Dio sarebbe l’evoluzione e la trasfigurazione dei desideri e dei bisogni umani. Poco dopo, questo argomento è divenuto popolare soprattutto grazie a Sigmund Freud, il quale diceva a sua volta che la fede in Dio è un mero fenomeno psicologico, dovuto ad un desiderio di realizzazione. Ma quindi Dio non esiste?

Per quanto riguarda la nascita del concetto di Dio (teogonia) proposta da Feuerbach, molti moderni studiosi, come l’eminente psicologo clinico Jordan B. Peterson, professore all’Università di Toronto, rigettano tale spiegazione perché se fosse vera, gli uomini non avrebbero mai creato un Dio come quello giudeo-cristiano, cioè un Dio santo, severo ed esigente, oltre che buono e misericordioso. Feuerbach invece sembra fare una caricatura del Dio biblico, dipingendolo come una divinità che ha la funzione di esaudire i desideri umani, con la prospettiva di donare loro la beatitudine per l’eternità. Niente di più lontano dal Dio giudeo-cristiano, un Dio buono ma anche giusto e santo, che richiede il pentimento, il ravvedimento e un cambio di moralità ai credenti, che riprende e punisce anche severamente. Il Dio della Bibbia non è il Genio della lampada! Senza contare che la fede giudeo-cristiana preveda una vita eterna sulla terra, non una beatitudine celeste dell’anima, dottrina che si addice di più alla filosofia platonica. Dunque dal punto di vista psicologico è molto improbabile che il concetto di Dio sia nato per realizzare i desideri umani.

Ma andiamo ora ad analizzare l’argomento che ne deriva, ovvero che visto che sappiamo spiegare come le persone arrivino a credere in Dio, allora Dio certamente non esiste.

Dal punto di vista filosofico, nell’usare questo argomento per affermare l’inesistenza di Dio si commette il cosiddetto Errore Genetico. L’argomento si potrebbe esprimere nel modo seguente:

1- Sappiamo come le persone arrivino ad una convinzione.

2- Quindi, tale convinzione è falsa.

Non è difficile notare che la conclusione non segua logicamente la premessa. È fondamentale a questo punto comprendere che questo argomento non dice niente sull’esistenza di Dio; al massimo può spiegare come mai molte persone arrivino a pensare che Dio esista, ma non mostra in alcun modo che quel Dio non esista veramente.

Bisogna ammettere che è sicuramente vero che molte persone arrivino a credere in Dio per uno dei motivi psicologici discussi da Feuerbach o Freud, ma questo non dimostra in alcun modo che quel Dio non esista. Al contrario, come hanno argomentato molti filosofi, tra i quali Alvin Plantinga, il più grande filosofo cristiano dell’ultimo secolo, professore all’Università di Notre Dame, se Dio esistesse ci avrebbe creati proprio in modo tale che sentissimo il bisogno di lui. Dunque, il fatto che ci siano molte persone che arrivano a credere in Dio perché ne sentono il bisogno, è proprio quello che ci aspetteremmo di osservare se il mondo fosse stato creato e progettato da Dio.

In conclusione, non si può affermare che Dio non esista soltanto perché sappiamo come molte persone arrivino a crederci. Il desiderio di realizzazione potrebbe essere uno strumento usato da Dio stesso per portare molte persone a sé. Quindi per avere successo, questo argomento ne necessita un altro indipendente che mostri l’inesistenza di Dio, in modo da escludere che quel desiderio di realizzazione sia stato messo appositamente da lui stesso.

2) Il problema del Dio delle lacune (God of the gaps)

Negli scorsi secoli, Dio è stato spesso usato come spiegazione per tappare le lacune della nostra conoscenza scientifica. Affermare che sia stato Dio a compiere un’azione perché non si conosce la spiegazione di un dato fenomeno significa appellarsi al cosiddetto “Dio delle lacune”. Questo uso improprio e ingenuo di Dio ha fatto sorgere giustamente molte riserve e obiezioni a livello popolare.

È importante notare che tale concezione di Dio viene combattuta molto fortemente negli ambienti accademici cristiani, e quindi nessuno si dovrebbe appellare al Dio delle lacune. Nessun argomento per l’esistenza di Dio si appella al “Dio delle lacune”. Gli argomenti per l’esistenza di Dio che portano evidenze scientifiche, come l’argomento cosmologico Kalam o quello teleologico, non si basano su delle lacune, ma su ciò che sappiamo. Sappiamo che l’universo ha avuto un inizio e, visto che tutto ciò che comincia ad esistere ha una causa, allora anche l’universo deve averla. Andando poi a vedere le caratteristiche che può avere tale causa, si deduce che una causa trascendente, fuori dallo spazio, dal tempo, immateriale e personale, coincide esattamente con la definizione di Dio. Similmente con gli altri argomenti.

Molti argomenti per l’esistenza di Dio non sono nemmeno basati su evidenze scientifiche. Ad esempio, quello leibniziano della contingenza è puramente filosofico, quindi non c’è alcuna lacuna da colmare.

Inoltre, la maggior parte di essi si possono porre come argomenti deduttivi, dove ci sono delle premesse e una conclusione. Se le premesse sono vere, la conclusione segue logicamente e inevitabilmente, non ci si appella a nessun tipo di “Dio delle lacune”. Se qualcuno volesse rifiutare uno di questi argomenti, dovrebbe mostrare che le premesse sono false, altrimenti la conclusione non lascia scampo (si veda ad esempio l’argomento morale).

Il concetto di Dio trascendente che propone il teismo classico non ha niente a che vedere con gli dei che venivano adorati per dare delle spiegazioni ai fenomeni naturali. È facile esserne tentati, ma ad oggi nessun filosofo o apologeta cristiano che si rispetti simpatizza più con il concetto ingenuo del “Dio delle lacune”.